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News da S. Pietro Vernotico, Cellino S. Marco, Torchiarolo e dintorni
Direttore Responsabile Italo Poso
  1.      San Pietro Vernotico. La verità dei fatti e il palcoscenico della politica. Accertare circostanze e responsabilità attiene a chi istituzionalmente è preposto a farlo. Nel frattempo alla politica spetta il compito di decidere sul da farsi. Per entrare nel cono di luce dei riflettori della cronaca di questi ultimi giorni, al solo scopo di apparire, non c’è certo bisogno di sgomitare. Su quel palcoscenico c’è posto per tutti. Purtroppo, anche per quei personaggi in cerca d’autore senza arte, né parte, prestati all’arte dell’improvvisazione. La “politica” al servizio del nulla, quella capace di partorire proposte inconcludenti e di propinare tabelle sui social con tanto di numeri prestati dall’idiozia, così è servita.
     Non è così, però, che si serve la comunità. Soprattutto quando decisioni e comportamenti richiedono responsabilità, senso civico e innato spirito di servizio al bene comune. Soprattutto rispetto delle regole. E ciò al di la dell’appartenenza alle ideologie, semmai ce ne fossero in piedi alcune ancora a cui credere. Lo sanno bene i fautori del "trasversalismo della politica", che proprio per questo da un quarto di secolo a questa parte sempre più spesso hanno avuto gioco facile nel determinare il futuro economico e politico alle spalle dei cittadini di San Pietro Vernotico. Con danni incalcolabili per tutti. Danni che sono sotto gli occhi di tutti. 
     Fare finta di non saperlo è oggi il peggior servizio, che si può rendere alla comunità. Ma tant’è. Chi sino all’altro giorno non sapeva neppure dove fosse il municipio ha ancora molto da “scoprire, ponderare e valutare” sia sul piano tecnico- amministrativo, che su quello politico. L’umiltà di conoscere ed approfondire il passato, purtroppo, però non gli appartiene. Intanto, però, decide. Per presunto spirito di appartenenza alla parte politica di riferimento. Sempre, che, ovviamente, sia in buona fede. 
     Resta il fatto che il trasversalismo politico ancora una volta è stato così servito su di un piatto d’argento a chi nell’ombra ha sempre tirato le fila dei burattini. Con buona pace di tutti i sampietrani, che dalla politica si aspettano, invece, scelte di grande coraggio e responsabilità alla luce del sole, nella certezza che solo la verità dei fatti conta. Sempre e comunque.  


  2. Massimo Canoci nominato assessore alla Polizia locale

    San Pietro Vernotico. Approvato questa mattina, 15 giugno, con i voti della coalizione di maggioranza il rendiconto 2018. Le opposizioni consiliari hanno votato contro, mentre un esponente della minoranza  è uscita fuori dall'aula, sostenendo, che non voleva votare contro e neppure astenersi. Più che mai votare a favore.
      Nel corso dei lavori è stato richiesto il parere della responsabile del servizio economico e finanziario, dott.ssa Fabiola Simone, che ha confermato come i dati inseriti nel bilancio siano strettamente attinenti alla realtà contabile. E che non siano in alcun modo inficiati dal fallimento di “Fiscalità locale”, al centro di una recente indagine della magistratura.
      Peraltro il documento contabile è stato offerto all'assise cittadina  accompagnato  dal parere favorevole del revisore dei conti, dott. Cosimo Varvaglione. Parere, che il revsore ha  esplicitamente espresso in aula, sottolineando come da un milione di euro di disavanzo in un solo anno si è scesi a soli 187mila euro.
      In apertura dei lavori la facente funzioni di sindaco, dott.ssa Giuliana Giannone, ha informato l’assise cittadina delle dimissioni da assessore ai tributi, personale, protezione civile, politiche giovanili e alla Polizia locale presentate nei giorni scorsi da Raffaele Martina, su indicazioni del Movimento politico di riferimento “Andare Oltre”. Dai banchi dell’opposizione ovviamente sono stati richiesti chiarimenti. Domande che sono, però, rimaste senza risposta dal momento che l’ex assessore Martina non era presente in aula.
     Al posto di Martina la facente funzioni sindaco Giannone ha nominato Massimo Canoci.
     Presentando le dimissioni Martina ha scritto come  “in attesa di una verifica politica sia sua intenzione proseguire il mandato nel ruolo di consigliere comunale per onorare l’impegno assunto con gli elettori”. 

  3.  Torchiarolo. Chiusa al traffico la corsia nord della strada statale 613, poco dopo lo svincolo per Torchiarolo, a causa di un incidente stradale verificatosi poco prima di mezzogiorno, di oggi, 15 giugno. L’arteria è stata poi riaperta dopo circa mezz’ora. Tre i feriti soccorsi e trasportati da unità del 118 al “Perrino” di Brindisi. Non corrono pericolo di vita.

     Per cause in  corso di accertamento da parte dalla Polizia stradale, due auto di grossa cilindrata, si sono violentemente urtate. La Polizia locale di Torchiarolo ha collaborato per mettere in sicurezza la zona e deviare il traffico al fine di consentire i rilievi dell’incidente.
  4.    San Pietro Vernotico. Diffamarono il dirigente dell’ufficio legale, l’avv. Guido Massari, con frasi postate su Facebook. A sentenziarlo è stato oggi,14 giugno, il Tribunale di Brindisi in composizione monocratica nella persona del giudice Ambrogio Colombo, che ha così condannato Giuseppe Monteduro, Marco Caretto, Andrea Gargano, Matteo Missere e Francesco Ragusa con l’aggravante dell’utilizzo di aver postato le offese sui social network. Il magistrato ha, invece, assolto Daniele Ancora e Daniele Guglielmi, il primo perché il fatto non costituisce reato ed il secondo per non aver commesso il fatto.
      Gli altri imputati sono stati condannati ad una pena di 750 euro, oltre alle spese processuali, ed a un indennizzo nei confronti della parte offesa di 10mila euro. Parte offesa, che come si ricorderà si è costituita parte civile. A denunciare le offese nei confronti del dirigente comunale, ed a tutela dell’immagine dell’Ente, fu allora anche il sindaco, Pasquale Rizzo. Che nel 2015 non venne però rieletto. Il suo successore Maurizio Renna al contrario decretò insieme alla giunta di non costituirsi parte civile e di ritirare la querela.  
     Di più. Il capogruppo alla regione Giuseppe Romano, il segretario cittadino Andrea Fiorentino ed i gruppi consiliari del Pd e “Nuovamente Democratica” allora diramarono un documento esprimendo “piena vicinanza e solidarietà” ai cittadini, al segretario dei giovani democratici Matteo Missere, ed ai consiglieri comunali Francesco Ragusa e Daniele Ancora, “oggetto di querela da parte del sindaco Pasquale Rizzo e della giunta, solo perché hanno manifestato il loro dissenso, o perché hanno segnalato un disservizio dell’Ente”. L’avv. Massari, difeso dal collega Fabio Di Bello, è, pertanto, rimasto da solo nel processo a difendere la sua onorabilità, quella dei dirigenti comunali e di tutto l’Ente Comune.
     All’origine della valanga di accuse e recriminazioni nei confronti del responsabile dell’ufficio legale del Comune postata su Facebook a ottobre del 2014 la richiesta di risarcimento del danno presentata da un cittadino, che era stata accompagnata da una documentazione giudicata dall’ufficio legale “di dubbia attendibilità”.  
     Da qualche tempo l’ufficio legale del Comune aveva deciso di vederci chiaro in fatto di richieste di risarcimento danni per sinistri stradali. Sospetti che secondo l’avv. Massari stavano già trovando concreti riscontri nell’attività di indagine appositamente affidata ad una agenzia di investigaziuone specializzata
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  5.    San Donaci. Viene trovato in possesso di 7 grammi di hashish e di un bilancino di precisione e pertanto è denunciato per detenzione ai fini di spaccio e per il rifiuto di sottoporsi agli accertamenti per la verifica dell’eventuale assunzione di stupefacente. La patente di guida gli è stata ritirata ed il veicolo sequestrato.
       I carabinieri della locale Stazione hanno denunciato a piede libero per detenzione un 36enne, originario di Campi Salentina. L’uomo nel corso di un controllo alla circolazione stradale, è stato fermato alla guida della propria autovettura, una Fiat Panda ed a seguito di perquisizione è stato trovato in possesso di un involucro in cellophane contenenti 7 grammi di sostanza stupefacente, tipo “hashish”. Lo stupefacente era all’interno della tasca anteriore destra dei pantaloni. L’uomo aveva nel cruscotto dell’autovettura anche un bilancino di precisione. Stupefacente e bilancino sono stati sequestrati. 
     L’uomo, inoltre, si è rifiutato di sottoporsi ad accertamenti sanitari per verificare l’eventuale assunzione di sostanze stupefacenti. La patente di guida gli è stata, pertanto, ritirata ed il veicolo è stato sequestrato ai fini della confisca. 
     Per quanto riguarda il rifiuto dell’accertamento finalizzato al riscontro dello stato di alterazione psicofisica, dovuta all’assunzione di sostanze stupefacenti, o psicotrope, i militari dell’Arma fanno notare come la norma sanzionatoria punisca tale comportamento con sanzioni di natura penale, pena congiunta dell’arresto e dell’ammenda. All’accertamento del reato consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni. Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente è raddoppiata. Con la sentenza di condanna, trova applicazione la sanzione accessoria della confisca del veicolo, salvo, che non appartenga a persona estranea al reato. La confisca si traduce nell’acquisizione coattiva da parte della pubblica amministrazione di determinati beni, nei confronti di chi ha commesso il reato, o che sono serviti, o che erano destinati a commettere il reato.

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16 Giugno 2019

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