Un po' di San Pietro Vernotico

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Geografia fisica

Territorio

Il territorio di San Pietro Vernotico è parte dell'area pianeggiante nota come Piana Messapica o Tavoliere di Lecce. L'agro, ricco di falde acquifere sorgive ancora presenti nelle zone di Torchiarolo, è coltivato prevalentemente a oliveti e vigneti. Per la natura carsica del suolo, il territorio è privo di corsi d'acqua superficiali ma si connota per una ricca falda freatica, alimentata dalle precipitazioni invernali, che mantiene umido il terreno anche durante le secche ed afose estati. La superficie è attraversata invece da alcuni canali di raccolta di acqua piovana. Il più grande è chiamato "Infocaciucci" nel dialetto locale. Vi sono anche il Canale Fosso situato nella periferia della città (in dialetto Fuessu) e il Canale Foggia. Il canale Infocaciucci ha origine in contrada Marrese presso Cellino San Marco e termina nel mare adriatico dopo un percorso di 15,306 km e scorre verso il mare Adriatico. Durante l'estate il canale è spesso secco, mentre in inverno, in caso di precipitazioni abbondanti molto frequenti nella zona, può straripare anche a causa del riempimento degli affluenti Foggia e Fosso. Il Canale Fosso nasce a Cellino San Marco e scendendo, dopo aver attraversato San Pietro Vernotico, sfocia nell'Infocaciucci in contrada Pucciarruto dopo avere percorso 5 km.

 

Sismicità

Il rischio sismico a San Pietro Vernotico è minimo. La cittadina è classificata a sismicità molto bassa (zona 4). L'ultimo fenomeno sismico particolarmente rilevante avvenne il 20 febbraio 1743 con epicentro nel Canale d'Otranto. Capita a volte però di avvertire lievissime e innocue scosse provenienti dalla Grecia molto vicina al porto brindisino.

Clima

Il clima è tipicamente mediterraneo, con inverni freschi e piovosi. Si manifesta spesso la nebbia a causa dell'umidità che di media si aggira intorno al 70%. Le estati sono spesso calde e siccitose con minima presenza di vento. Notevole è l'effetto mitigante del mare, poco distante, che riduce le escursioni termiche giornaliere e stagionali ma accresce il tasso di umidità, specie d'estate. Le precipitazioni sono più copiose in autunno e inverno ma non sono rari i fenomeni temporaleschi, specie d'estate. Le precipitazioni nevose sono episodiche, ma non rare.

Classificazione climatica di San Pietro Vernotico: Zona climatica C - Gradi giorno 1123

 

Storia

Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del Salento e Storia della Puglia.

Le ipotesi più plausibili dell'origine del nome sono legate al termine tardo latino vernoticus che significa invernale: secondo il feudale "diritto alla vernotica" (jus vernoticae), il signore feudale poteva pascolare col proprio bestiame l'erba vernotica (invernale) nei fondi dei suoi sudditi. Di recente è stato proposto, plausibilmente, di riferire il termine vernoticus al canale che attraversa il vecchio abitato (il Fosso), da intendere quindi come 'rio vernotico', in quanto fa defluire le acque piovane del periodo invernale.

Le prime tracce documentali relative al toponimo, risalgono al 1195, quando San Pietro Vernotico compare per la prima volta in documenti ufficiali: è infatti tra i feudi che l'imperatrice Costanza d'Altavilla conferma al Vescovo di Lecce, fra le donazioni già fatte da precedenti conti normanni di Lecce (Accardo II e Goffredo III)[4]. In particolare, si conferma la donazione di Accardo II della Chiesa del Beato Pietro "che viene detta di Vernotico, con il suo pertinente casale, con uomini, vassalli, terre colte ed incolte, alberi, boschi ed acque, (...) come i già detti Goffredo Conte di Lecce e di Ostuni e Accardo precedente dominatore di Lecce, a noi fedeli, hanno concesso alla Chiesa di Lecce"[5]. Da tale documento si può evincere che San Pietro Vernotico esisteva già nel XII secolo d.C.,precisamente nel 1107 quando in un lascito appare come "casale" infatti il Casale di san Pietro (dunque come piccolo villaggio) sviluppato intorno ad una chiesa omonima ancora esistente e che in quel secolo esso fu per la prima volta "infeudato" e cioè sottoposto ad un feudatario (in questo caso il Vescovo di Lecce) che ne assunse il dominio in termini di uomini e cose. Altri documenti risalenti alla stessa epoca[6] dimostrano che nell'area erano presenti altri casali, come Torchiarolo, Tuturano, Valesio, tutti vicini al percorso della Via Traiana Calabra che da Brindisi raggiungeva Otranto, composti al massimo di un centinaio di unità e generalmente costituiti intorno a chiese o cappelle.

Nel 1445 San Pietro Vernotico viene incluso fra i comuni sottoposti agli editti previsti negli Statuta et capitula florentissimae civitatis Litii emanati da Maria d'Enghien, contessa di Lecce.

Per secoli, il piccolo casale di San Pietro registra un numero esiguo di abitanti. In quell'epoca, il centro del nucleo abitativo si è ormai spostato intorno all'attuale Piazza del Popolo, l'attuale Chiesa Matrice e la Torre Quadrata[7]. Nel 1500 infatti, a causa degli ormai sistematici attacchi dei corsari turchi, la via di collegamento fra Brindisi e Lecce viene arretrata verso l'entroterra, rispetto all'antico percorso della Via Traiana Calabra, passando ora per una direttrice più sicura attraverso San Pietro Vernotico, Squinzano, Trepuzzi. È forse per questa ragione, che si spiega lo spostamento già detto del centro del paese, che sembra avvenire nella prima metà del Cinquecento.

Agli inizi del 1800, San Pietro Vernotico viene menzionato nel "Dizionario geografico-ragionato del Regno di Napoli"[8]. In esso si annota che "gli abitanti ascendono a 1500. I prodotti del territorio consistono in frumento, vino ed olio. Vi sono due luoghi pii, che sono stati eretti per sollievo de' poveri. Si possiede dalla Mensa vescovile di Lecce. La tassa nel 1532 fu di fuochi 93, nel 1545 di 119, nel 1595 di 193, nel 1648 dello stesso numero, e nel 1669 di 143".

È solo col 1806, anno della legge di eversione del feudalesimo nel Regno di Napoli, che San Pietro Vernotico non è più feudo del Vescovado di Lecce e in particolare della Mensa Vescovile del capoluogo.

Nel 1928, con l'istituzione della provincia di Brindisi, il comune ne entrò a far parte conservando però ancora oggi dialetti, cultura e arcidiocesi di appartenenza.

Monumenti e luoghi d'interesse

Chiesa di San Pietro Apostolo

La chiesa di San Pietro Apostolo viene nominata per la prima volta in un documento diplomatico del 1195, in cui l'imperatrice Costanza d'Altavilla conferma al Vescovo di Lecce, fra le donazioni già fatte da precedenti Conti normanni, la “Chiesa del Beato Pietro” che viene detta di Vernotico, con il suo pertinente casale, con uomini, vassalli, terre colte ed incolte, alberi, boschi ed acque, (...)”.

La chiesa di San Pietro ebbe nei secoli successivi una posizione sempre più periferica rispetto al centro di maggiore sviluppo del paese. Nel 1787 l'edificio fu sottoposto ad un profondo rifacimento, come dimostra l'epigrafe ancora visibile sul portale della chiesa: D.O.M. AEDAM HANC DIVO PETRO SACRAM CLERUS VERNOTICENSIS A SCIPIONE SPINA LYCENSIUM PONTIFICI SIBI PATRONATUS JURE LEGATAM, POSTICA ACCESSIONE THOLO, AC MARMORATO EX COLLOATA PIORUM STIPE, AMPLIOREM ELEGANTIOREMQUE F.C.ANNO DOMINI 1787.

L'interno conserva tre altari: il principale è dedicato al titolare della chiesa e sormontato da un dipinto che raffigura Pietro apostolo e Gesù; gli altri altari sono dedicati, uno a San Paolo e l'altro alla Madonna di Loreto. Nella parte della cupola sono conservati quattro affreschi degli evangelisti. Gli altri dipinti sono a temi paolini e petrini, mentre le statue raffigurano San Luigi Gonzaga, san Biagio vescovo, santa Rita da Cascia, la Vergine di Pompei e l'Addolorata.

La leggenda popolare vuole che, sul lato sinistro della Chiesa di San Pietro, fosse collocato anticamente un pozzo dall'acqua miracolosa, che serviva a guarire le ferite dei morsi delle tarantole; oggi esso è chiuso, anche se in paese la disputa fra chi lo vuole aperto e chi chiuso continua ancora. La chiesa purtroppo non è una parrocchia, bensì fa parte delle chiese di proprietà della Cattedrale leccese della Madonna Assunta, che vengono aperte solo in particolari evenienze, come la festa del loro partono, o solo per la messa settimanale serale.

Chiesa Matrice

Il nucleo più antico della Chiesa Matrice risale al Cinquecento circa infatti secondo i documenti gelosamente conservati in sacrestia la chiesa aveva un parroco già nl 1464. La cattedrale è costituita dall'attuale navata centrale e dal rosone posto al centro, perfettamente conservato in pietra leccese, decorato da sei figure angeliche, inframezzate da decorazioni vegetali, una figura di sirena e, nella sommità del rosone, due leoni fronteggianti che sostengono un anello di particolare forma romboidale. Fra le due figure animali, come anche nella cornice più esterna del rosone, si notano inoltre lettere maiuscole di non facile lettura e interpretazione

Rosone sulla facciata della chiesa di Santa Maria Assunta in pieno stile Barocco leccese

Le navate laterali, più piccole, sono state costruite successivamente. L'interno è contraddistinto da due paia di colonne marmoree alte circa 15 metri e ornate di capitelli, dalle quali si dipartono ampi archi. Le volte sono a crociera uno dei quali danneggiato in una tromba d'aria memorabile in paese avvenuta nel 2006. Sulla controfacciata è posto un organo a canne ottocentesco. Il presbiterio è visivamente separato dalle navate mediante un grande arco, la cui chiave di volta regge uno stemma marmoreo sorretto da due angeli in bassorilievo, recante la data 1907, anno dell'ultima ristrutturazione della chiesa.

Sopra l'altare principale, dedicato a sant'Oronzo, vi è un rilievo dell'Assunzione di Maria con un altro piccolo rosone a vetro colorato. Nel transetto sinistro è posto un altare in stile barocco interamente di marmo composto da colonne finemente decorate le cui sommità sormontate da 2 statue marmoree di santi. L'altare è dedicato a Maria Immacolata. L'altare del transetto destro, dedicato al Sacro Cuore di Gesù, è anch'esso in stile barocco con bassorilievo di fasci di due colonne che formano una struttura in forma di tempio.

Nella chiesa si conservano le statue dei tre santi patroni della città: la statua di San Pietro Apostolo è ascrivibile alla scuola veneziana del Settecento, mentre quelle della Madonna del Carmine e di sant'Antonino sono in cartapesta. In cartapesta è pure la statua settecentesca della Beata Vergine Addolorata, mentre quella di sant'Agnese risale all'Ottocento. Sotto l'altare maggiore si estende un'area di sepoltura probabilmente di prelati e religiosi del luogo.

Secondo alcune leggende metropolitane la chiesa nella sua ristrutturazione del pavimento portò alla luce cadaveri sepolti molto in superficie da non confondere con quelli di sacerdoti e benestanti che sono sepolti in una cripta con accesso situato dietro l'altare maggiore

Torre quadrata

La Torre Quadrata è una costruzione sulla cui epoca di fondazione sono diffuse opinioni diverse. La datazione che si ritiene più remota risale al 1300

D'altra parte, non vi sono testimonianze documentali che farebbero risalire a tale epoca, la costruzione dell'edificio. L'unico elemento attraverso cui poter fissare una datazione certa, è lo stemma incardinato al centro delle volte del pianterreno della costruzione e che sembra appartenente all'arma della nobile famiglia Castromediano. Tale elemento potrebbe far datare la costruzione della Torre Quadrata, agli anni 1535-1552 durante i quali si ebbe a Lecce l'Arcivescovado di Giovanni Castromediano.

L'edificio fu realizzato in pietra calcarea. Esso doveva sicuramente far parte della rete di torri fortificate, utilizzate per l'avvistamento e per la difesa dalle invasioni piratesche, saracene prima e ottomane poi, che, fino al '700 infestarono le coste italiane.

Il tempo

 

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16 Ottobre 2019

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