Prestiti
I prestiti personali sono formule di finanziamento non finalizzati all’acquisto specifico di un bene o di un servizio e che consentono al Cliente la possibilità di decidere il modo in cui verrà adoperato il denaro ottenuto in prestito. Il mercato offre prestiti personali per importi, normalmente, da 2.000 a 30.000 euro con piani di rimborso a tasso fisso e, quindi, con rate costanti con scadenze concordate al momento del contratto, con durata variabile da 24 a 120 mesi
Tasso fisso
Per mutuo a tasso fisso si intende la tipologia di mutuo in cui il tasso d'interesse applicato rimane fisso per tutta la durata del contratto di mutuo e non è condizionata in alcun modo dalle fluttuazioni dei mercati.
La scelta di un mutuo di questo tipo comporta un evidente vantaggio: il mutuatario può sapere fin dall'inizio quanto dovrà corrispondere per ciascuna rata e può amministrare in modo ottimale i propri investimenti futuri.
Tasso variabile
Le soluzioni a 'tasso variabile' prevedono un tasso di interesse che cambia in relazione ai diversi cambiamenti che occorrono nell'ambito del mercato. In questo caso particolare la banca calcola un tasso di interesse derivante da due indici specifici: l'Euribor e lo spread aggiunto dall'istituto bancario. L' Euribor è indicativo del costo del denaro per la banca.
Sostituzione
L’idea di ‘sostituire’ il vecchio mutuo normalmente nasce dall’esigenza o di ottenere della liquidità aggiuntiva o dalla necessità di accorpare in un unica rata, magari più leggera, altri prestiti al vecchio mutuo.
Questa è un operazione contraddistinta sempre da un aspetto positivo iniziale, dovuto o all’abbattimento del peso mensile del debito e/o dal surplus di liquidità che ne deriva.
Cessione del V
La 'cessione del quinto' è una forma di finanziamento concesso ai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, pubblici e privati. Questa forma di finanziamento, che é regolata dalla Legge 180/50, prende il nome dal fatto che i rimborsi rateali a tasso fisso vengono trattenuti direttamente dalla busta paga del richiedente, fino ad un quinto dell’ammontare complessivo dello stipendio.