
Il «no» di sette sindaci al Cdr
Data: Sabato, 04 novembre @ 19:12:08 CET Argomento: Dai Giornali
Sindaci e consiglieri comunali di ben sette paesi sono stati convocati, per martedì 7 novembre, dal sindaco di San Pietro Vernotico, Giampiero Rollo (Ds) per affrontare la questione del Cdr, ossia l'ipotesi di bruciare il combustibile creato dai rifiuti solidi urbani nella centrale Enel di Cerano. In una riunione cittadina, tenutasi a palazzo di città nei giorni scorsi, il comitato spontaneo denominato «8 giugno» aveva chiesto al sindaco Rollo di assumere il coordinamento di tutte le azioni da compiere per contrastare la realizzazione di questo progetto che, a parere dei tecnici del comitato e di tanti cittadini, penalizzerebbe, con un aggravio ambientale dovuto all'aumento della presenza di sostanze inquinanti, il territorio che insiste lungo la fascia sud della provincia brindisina. Il sindaco Rollo sembra che in questi giorni abbia provveduto ad informare quattro suoi colleghi del Brindisino e due del Leccese degli ultimi accadimenti, ritenendo opportuno invitarli per il pomeriggio del 7 novembre, alle ore 17, a San Pietro Vernotico. Assieme a loro saranno presenti tutti i rispettivi consiglieri comunali.
L'invito, più dettagliatamente, è stato recapitato ai sindaci brindisini di Torchiarolo, Sandonaci, San Pancrazio Salentino, Cellino San Marco e leccesi di Squinzano e Trepuzzi, i quali hanno assicurato la loro presenza. In pratica, la quantità di rifiuti prodotti ha raggiunto, negli ultimi anni, livelli di crisi. La popolazione in aumento, la migrazione dalle campagne verso i centri urbani, l'aumentata globalizzazione dei modelli di consumo occidentale e la proliferazione dei prodotti e delle confezioni mono-uso sono parzialmente responsabili di questa crisi. Le discariche pubbliche, generalmente niente più che ammassi di rifiuti a cielo aperto, sono piene e la popolazione si sta espandendo oltre i confini delle città, limitando in tal modo la possibilità di creare nuove discariche. Nel tentativo di trovare nuove soluzioni alle crescenti problematiche legate allo smaltimento dei rifiuti, molte nazioni si rivolgono al settore privato, adottando un approccio tecnologico e tornando a considerare la vecchia tecnologia dell'incenerimento dei rifiuti. Tuttavia, gli inceneritori - indipendentemente da dove vengano costruiti - presentano numerose problematiche in quanto: generano inquinamento; mettono in pericolo la salute pubblica; impongono pesanti oneri finanziari sulle comunità che li ospitano; sprecano energia e materiali; ostacolano lo sviluppo economico locale; spesso superano i limiti di emissione d'inquinanti atmosferici; creano ceneri tossiche. Per questo è stato costituito un Comitato denominato «8 giugno», che negli ultimi tempi ha effettuato numerose riunioni, per evitare la realizzazione del Cdr (in inglese Refuse Derived Fuel o RDF, ossia combustibile solido derivato dai rifiuti). Il combustibile di questo tipo è indicato col nome di Cdr o Rdf e comprende la frazione secca dei rifiuti solidi urbani, in particolare: carta, plastica, legno e stoffa. Proprio questi materiali sono percentualmente in crescita all'interno della massa complessiva dei rifiuti raccolti. Giuseppe De Marco
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