
A S. Pietro Vernotico purtroppo non parte
Data: Sabato, 04 novembre @ 19:07:49 CET Argomento: Dai Giornali
Sui banchi di scuola dopo la pensione, con entusiasmo e poca spesa. Per rimettersi in gioco, per dare spazio a passioni ed hobby, soprattutto per approdare ad una formazione «permanente». Tutto possibile nelle università dedicate agli over 50, le cosiddette «Università della Terza età». Diffuse in tutta Italia, offrono la possibilità di accedere ai corsi fra i più vari da quelli di lingua, a quelli di ceramica, passando per la dizione e le discipline orientali. Da più parti, ed in particolare dai soci del centro anziani si chiede che fine abbia fatto l'Università della terza età. In città, infatti, era stata avviata la complessa e ambiziosa esperienza di dare vita ad un veicolo deputato alla trasmissione del sapere e alla valorizzazione dei rapporti interpersonali.
Partorita alcuni anni addietro su iniziativa, appunto del Centro Anziani e dell'allora Amministrazione comunale, mise insieme le esperienze del mondo del volontariato e della scuola. Insomma L'università della Terza Età e dell'Età libera intendeva diventare un centro per favorire il dialogo, l'incontro, il confronto tra le diverse generazioni per una migliore comprensione e comunicabilità sociale. La promozione dei corsi e di attività educative, di approfondimento e di aggiornamento effettuati, furono, in pratica il veicolo per contrastare l'emarginazione e favorire la promozione sociale e culturale di quell'ampia fetta di popolazione anziana, consapevole e non, dei diversi processi di cambiamento. All'epoca furono numerosi i docenti che elaborarono una serie di programmi scientifici e culturali per valorizzare il tempo libero degli anziani e istituire un punto di ritrovo per i giovani, offrendo ad entrambe le generazioni l'opportunità di qualificare la propria vita civile. Da anni, non si tiene più e da più parti viene sollecitata la riapertura della struttura. L'obiettivo dei tanti richiedenti è quello di offrire agli anziani un'occasione di dibattito e di formazione su aspetti della conoscenza, oggetto dei loro prevalenti interessi, uno strumento di incontro e di prevenzione dall'isolamento, anche perché negli anni passati è stata una stimolante palestra socio-culturale per tante persone del comprensorio sampietrano, che ha offerto ai propri iscritti l'opportunità di uscire di casa per ritrovarsi con coetanei, amici, compagni di scuola per condividere una piacevole esperienza di crescita culturale e sociale, consolidata anche nelle strutture organizzative e confortata dal crescente numero degli iscritti. «Con l'università della terza età, sostengono i richiedenti, vogliamo avere l'opportunità di conoscere cose nuove, di avere quella possibilità di esprimerci che è mancata in gioventù, di sentirci vivi e partecipi di questa nostra collettività». Giuseppe De Marco
Fonte La Gazzetta del Mezzogiorno corri a comprarla in edicola
|
|