
Palazzo di Giustizia, storia infinita
Data: Venerdì, 28 luglio @ 19:52:19 CEST Argomento: Dai Giornali
Palazzo di Giustizia, storia infinita
SAN PIETRO VERNOTICO Esaminati i costi della struttura che non è stata ancora utilizzata
Palazzo di Giustizia, storia infinita
Un documento dell'opposizione contesta l'operato della giunta
Torna d'attualità il nuovo Palazzo di Giustizia, terminato da diversi anni, ma che ancora non ha una collocazione precisa, da anni è abbandonato a se stesso ed in attesa di destinazione. «Abbiamo visionato, unitamente al consigliere Udc Saponaro, lo stato dei luoghi del nuovo Palazzo del Giudice di Pace - spiegano in un documento i Capigruppo di Forza Italia Natale Curia, Udc Pasquale Rizzo e An Francesco Ragusa - verificando che il centrosinistra ha doti particolari per spendere soldi pubblici senza utilizzare le opere eseguite. Iniziamo dalle cifre: 1.450.000 euro circa è l'importo inizialmente speso, cui deve aggiungersi un ulteriore importo di 400.000 euro oggetto di mutuo (per il quale si stanno corrispondendo interessi) riconosciuto alla ditta ed 237.571 euro stanziati per il completamento della opera. Oltre quattromiliardi delle vecchie lire. Questo in sintesi perché se poi si aggiungono gli esborsi dovuti ai contenziosi durati decenni, gli importi lievitano ancora. Nel corso di un consiglio comunale il Sindaco affermò che non avrebbe spostato l'ufficio dall'attuale sede per mancanza dei necessari fondi per le spese di funzionamento. Il Ministero rimborsa una quota che varia dal 60 al 70% delle spese (ivi compresa la quota parte di ratei del mutuo), per cui di fatto tutte le spese di funzionamento sono rimborsate, ed in ogni caso oggi le predette spese si sostengono per far funzionare l'attuale sede in via Torchiarolo, inadeguata e non fruibile ai diversabili». «Non solo: i maggiori costi - spiega ancora Rizzo - se esistenti, potrebbero essere coperti dai proventi dell'antenna installata nel cortile degli uffici (a proposito: è possibile autorizzare una antenna che si pone a distanza di non più di tre metri da un'aula di udienza al primo piano, e da locali occupati per intere giornate dal personale? Il Ministero è stato informato ed ha espresso il suo parere?. Nel corso dell'ultimo consiglio comunale vi è stato un intervento del Consigliere Romano che, a proposito della Tarsu, ha fatto affermazioni denigranti sugli Avvocati e sugli stessi Giudici di pace (commettendo errori tecnici visto che il contenzioso Tarsu è di competenza della commissione tributaria e non del Giudice di Pace citato forzatamente)». «Ho l'impressione - sostiene ancora Rizzo - che il mancato ed immotivato trasferimento degli uffici sia volto a colpire non solo la categoria degli Avvocati, magari colpevoli di aver attaccato la Giunta Romano quando ha favorito il trasferimento della ex Pretura di San Pietro in quel di Mesagne, ma anche il responsabile degli uffici del Giudice di Pace Carmelo Rango, «colpevole» vuoi per aver chiesto da tempo la consegna dell'opera vuoi, forse, per i rapporti di parentela con componenti della opposizione. Nelle more: gli intonaci si stanno rovinando, l'immobile va in degrado ed una opera pubblica ancora oggi fonte di spesa (si pensi alle rate di mutuo), non è utilizzata, senza giustificato motivo, dalla collettività. Sarebbero sufficienti poche decine di euro per tinteggiare gli interni (rovinati per il non uso) ed eseguire piccoli interventi agli impianti per poi consegnare il primo piano della struttura, ma per l'attuale Amministrazione è più importante Campo di mare e non gli edifici pubblici (Giudice di Pace e scuole), alcuni dei quali stanno cadendo a pezzi. Visto che l'Assessore al ramo non dimostra interesse per il problema, è scritto ancora nel documento, speriamo che il Consigliere Romano trovi le necessarie risorse, ottenendo così due risultati: dimostrare ulteriormente l'incapacità e subalternità del Sindaco e dell'Assessore al ramo; un bel manifesto di ringraziamento da parte del Sindaco, a spese naturalmente dei cittadini! Per ora siamo noi a dire, a nome dei cittadini: Grazie Pino, Giampiero ed Oronzo per non essere stati in grado di consegnare al Paese una opera pubblica già ultimata, favorendo così il suo degrado penalizzando ancora una volta chi non può salire le scale dell'attuale sede del Giudice di Pace». Giuseppe De Marco da www.lagazzettadelmezzogiorno.it
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