
Concorso nullo in Università
Data: Sabato, 15 luglio @ 20:31:22 CEST Argomento: Dai Giornali
Concorso annullato, presso l'Università di Lecce, per gli effetti di un ricorso presentato al Tribunale amministrativo regionale (Tar) da parte di un concorrente di San Pietro. «La gestione del personale dipendente delle Pubbliche Amministrazioni costituisce uno dei più significativi ostacoli al perseguimento degli obiettivi di efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa e di trasparenza nelle procedure selettive. Tale fenomeno si registra soprattutto nelle procedure selettive per la progressione verticale atteso che, nella maggior parte dei casi, si attribuisce prevalenza a criteri di valutazione che non danno merito alla qualificazione culturale dei dipendenti proprio per "pilotare" le scelte.
Per scongiurare la possibilità di una gestione clientelare del personale dipendente, specialmente laddove tale gestione sia funzionale alla copertura di posti particolarmente rilevanti nell'organizzazione dell'ente, è necessario che nelle procedure selettive si utilizzino criteri meritocratici attraverso la valorizzazione del titolo di studio e, più in generale, del dato curriculare del dipendente». Questo il principio affermato nella sentenza del Tar (sez. di Lecce) il quale, pronunciandosi sul ricorso proposto dall'aspirante funzionario dell'Università degli Studi di Lecce Manuel Fernandez, rappresentato e difeso dall'avv. Alessandra Cursi, entrambi sampietrani, ha annullato il bando di concorso ed il regolamento concorsuale di Ateneo e l'intera serie di atti posti in essere dalla Commissione giudicatrice del concorso, compresa la graduatoria finale. Annullamento che sarebbe stato deciso per non aver assegnato valenza decisiva al titolo di studio ed in generale al curriculum di studio del dipendente. In sostanza, il Tar avrebbe ravvisato un criterio di scelta, quello dell'anzianità di servizio, sganciato dal criterio meritocratico. I fatti si riferiscono al luglio del 2005, quando Manuel Fernandez, dipendente dell'Università degli Studi di Lecce, cat. «D», nell'ambito dell'Area tecnica, tecnico-scientifica ed elaborazione dati, in possesso del diploma di laurea in Fisica, conseguito nel 1996 presso l'Università degli Studi di Lecce, partecipa alla procedura selettiva, classificandosi all'ultimo posto della graduatoria finale con punti 54,50. Fernandez, tramite l'avv. Alessandra Cursi, impugnò la graduatoria finale della procedura selettiva e tutti gli atti ad essa presupposti, in quanto a suo parere, avrebbe determinato un'ingiustificata prevalenza, nell'ambito della valutazione complessiva, in favore della esperienza ed anzianità di servizio. Nell'agosto 2005 si costituì in giudizio anche l'Avvocatura distrettuale dello Stato, che concluse per l'inammissibilità del ricorso e, nel merito, per la integrale reiezione. Lo scorso mese di giugno si è costituito in giudizio il vincitore, per l'integrale rigetto del ricorso in quanto irricevibile, inammissibile e comunque infondato. Il collegio giudicante della prima sezione del Tribunale amministrativo di Lecce, composto da Aldo Ravalli; Enrico d'Arpe e Claudio Contessa, ha ritenuto opportuno di dover accogliere il ricorso presentato dall'avv. Alessandra Cursi per conto di Manuele Fernandez in quanto «non può in alcun modo ritenersi ammissibile un'interpretazione secondo cui la sola esperienza di servizio (se del caso, pluridecennale) possa in qualche modo esimere il funzionario dalla necessità di dotarsi di una serie di competenze tecnico-linguistiche assolutamente necessarie per il più adeguato svolgimento delle mansioni devolute ai professionisti di più alto livello. Anche sotto tale profilo, quindi, l'operato della Commissione di valutazione risulta illegittimo, con conseguente, necessario annullamento degli atti impugnati, con particolare riferimento all'art.12 del regolamento concorsuale di Ateneo, al bando di selezione ed all'intera serie degli atti posti in essere dalla Commissione di valutazione». La pronuncia, dunque, costituisce un monito rivolto rivolto a tutte le Amministrazioni, circa la necessità di utilizzare criteri selettivi idonei a valorizzare le effettive capacità cognitive dei candidati e scongiurare il rischio che le migliori risorse lavorative non vengano poste ai margini dei diversi ambiti lavorativi.
Giuseppe De Marco da www.lagazzettadelmezzogiorno.it
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