«Il Grande Salento frana sulla sabbia»
Data: Giovedì, 11 maggio @ 10:26:19 CEST
Argomento: Dai Giornali


Parole di fuoco a Palazzo Carafa dopo il dietrofront barese. L'Amministrazione, messa alla porta per tutta la durata della riunione, attacca a muso duro
«Il Grande Salento frana sulla sabbia»

Adriana Poli: «Un attentato all'economia del territorio». E fanno capolino le carte bollate

«Evidentemente la "Primavera pugliese" non contempla affatto l'estate». La battuta Adriana Poli Bortone se l'è lasciata sfuggire quasi al termine della conferenza stampa, convocata a palazzo Carafa per fare il punto sugli esiti dell'incontro di ieri mattina a Bari. Un incontro che, di fatto, ha sancito il dietrofront della Regione rispetto al precedente via libera al prelievo di sabbia dai fondali brindisini al largo di Punta Penne. Quella sabbia avrebbe consentito il ripascimento del litorale leccese e forse il provvidenziale salvataggio dell'imminente stagione balneare, ora a serio rischio. Ma così non sarà. La Regione si è infatti allineata sulle posizioni del presidente della Provincia di Brindisi, Michele Errico, da sempre contrario all'operazione. «Ma quel che è più grave - ha sottolineato il vicesindaco Paolo Perrone, delegato dalla Poli a partecipare al vertice barese - è che si è detto "no" solo sulla base di sensazioni, perché Errico si è riservato di presentare, in tempi strettissimi, una relazione tecnica. Per ora si è quindi deciso di confutare il parere favorevole al prelievo, espresso dell'Università di Bari, sulla scorta di semplici sensazioni del presidente Errico». Rispetto a soluzioni alternative che ieri sarebbero state prospettate, Perrone ha poi voluto ribadire, chiaro e tondo, un principio che caratterizzerà l'azione dell'Amministrazione di Palazzo Carafa: «Sul litorale leccese la sabbia sarà rimpinguata con materiale compatibile ed igienicamente adeguato. L'ipotesi che qualsiasi porcheria possa andare bene non ci trova d'accordo. La sabbia messa a disposizione dal sindaco di San Pietro Vernotico, ad occhio, è insufficiente. E poi dovremo verificare la sua compatibilità granulometrica e soprattutto la sua reale qualità»

Inizialmente all'incontro di ieri (cui hanno partecipato gli assessori regionali Guglielmo Minervini, Michele Losappio e Onofrio Introna e i presidenti di Provincia, Errico e Giovanni Pellegrino) i rappresentanti del Comune di Lecce non erano neppure stati invitati. E quando il sindaco Poli se ne è lamentata, Minervini ha addebitato la cosa ad un mero errore procedurale. «Ma noi ieri siamo stati comunque invitati ad uscire dalla sala in cui si teneva la riunione - ha precisato Perrone - Al di là dello sgarbo istituzionale, abbiamo acconsentito alla richiesta nella speranza che si riuscisse a convincere il presidente Errico. Ma, alla fine della riunione, tra lo stupore generale, ci hanno comunicato che il procedimento amministrativo, di fatto concluso, veniva sospeso per un veto di carattere politico». Ora il Comune sta valutando, da un lato, degli interventi di ripascimento parziale e, dall'altro, eventuali ricorsi alla giustizia amministrativa. «Oltre che sfiducia sui pareri tecnici già espressi siamo in presenza di un attacco vero e proprio all'economia del Salento - ha scandito Adriana Poli - Ma la nostra Amministrazione non starà con le mani in mano rispetto ad un diritto che riteniamo di aver acquisito, in quanto tutto l'iter procedurale era stato portato a termine nella maniera più appropriata. Peraltro non possono essere mortificati così i nostri interessi territoriali - ha proseguito il sindaco - Tutto questo ci lascia molto perplessi sull'attuale gestione regionale, che non conosce emergenze, esigenze territoriali ed economie del territorio. E' abbastanza teorica, quando si tratta di parlare di economia, ma molto meno pratica, quando deve affrontare i problemi reali del territorio». La Poli ha pure contestato alla Regione il voler rimettere in discussione, oltre alla questione della sabbia, pure il Piano integrato settoriale sul Barocco. «E allora o non si hanno le idee chiare - ha spiegato - O non si è a conoscenza dei percorsi, anche burocratici, che si sono fatti nel tempo. O ancora si disprezza il lavoro compiuto sia in sede politica che in sede tecnica. E tutto questo non giova certamente al territorio e men che mai giova all'idea del Grande Salento. C'è stato tutto un affannarsi di protocolli d'intesa fino ad un mese fa, in piena campagna elettorale, poi tutto si è purtroppo infranto davanti al primo scoglio. Anzi davanti al primo banco di sabbia». Fabio Casilli da Lagazzettadelmezzogiorno.it





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