
«Giù le mani dalla sabbia»
Data: Venerdì, 05 maggio @ 09:39:16 CEST Argomento: Dai Giornali
«Giù le mani dalla nostra sabbia», gridano con rinnovata rabbia i brindisini, rimasti esterrefatti alla notizia del benestare concesso dalla Regione al prelievo di sabbia dai nostri fondali per il ripascimento del litorale leccese. «Non è giusto - sostengono Alberto Guadalupi e Tiziana Carlucci -; ma come, anziché valorizzare il territorio brindisino, nel caso specifico dandosi da fare per risolvere il problema dell'erosione della costa e preoccupandosi di rimettere a nuovo le spiagge del litorale, si permette addirittura ai leccesi di impoverire i nostri arenili? Si fa tanto baccano, giustamente per carità, per impedire la realizzazione dei rigassificatore e poi si resta, invece, impassibili di fronte a fatti che intaccano aspetti importanti per lo sviluppo e l'auspicata rinascita del turismo locale».
Svuotare il litorale potrebbe significare un ulteriore impoverimento del territorio oltre al danno ambientale
«Giù le mani dalla sabbia»
I brindisini contestano la decisione adottata dalla Regione
«Giù le mani dalla nostra sabbia», gridano con rinnovata rabbia i brindisini, rimasti esterrefatti alla notizia del benestare concesso dalla Regione al prelievo di sabbia dai nostri fondali per il ripascimento del litorale leccese. «Non è giusto - sostengono Alberto Guadalupi e Tiziana Carlucci -; ma come, anziché valorizzare il territorio brindisino, nel caso specifico dandosi da fare per risolvere il problema dell'erosione della costa e preoccupandosi di rimettere a nuovo le spiagge del litorale, si permette addirittura ai leccesi di impoverire i nostri arenili? Si fa tanto baccano, giustamente per carità, per impedire la realizzazione dei rigassificatore e poi si resta, invece, impassibili di fronte a fatti che intaccano aspetti importanti per lo sviluppo e l'auspicata rinascita del turismo locale». «Non condividiamo questa imposizione della Regione - concordano Stefano Colelli e Roberta Mitrugno - perché la sabbia che si trova nei fondali brindisini è un patrimonio dell'intera provincia e portarlo fuori dai suoi confini è un'ingiustizia bell'e buona. Già la nostra costa non è il massimo (mentre le spiagge salentine sono di gran valore), se poi si consente di asportare anche della sabbia, non si fa altro che peggiorare la situazione. E poi a noi che cosa va in tasca? Se almeno in qualche modo ci venissero incontro per risolvere i tanti problemi che abbiamo, allora sì ce ne potremmo fare anche una ragione». Decisamente più «morbido», invece, il parere di Carlo Faccini: «Premesso - afferma - che, a primo impatto, non mi sembra una cosa giusta, dico comunque che occorrerebbe fare dapprima un'attenta valutazione degli effetti che potrebbero derivare nei nostri confronti. Al limite, infatti, potrebbe trattarsi dell'inizio di una collaborazione fattiva con il Salento, anche perché è inutile e sbagliato continuare a chiudersi in una «roccaforte», mentre è più saggio cercare appunto utili rapporti di collaborazione: l'importante, però, ribadisco ancora una volta, è che il prelievo di sabbia dai nostri fondali non arrechi danno alla comunità brindisina, altrimenti sono decisamente contrario». In tanti lanciano accorati appelli alla Provincia affinchè non permetta simili «scippi»: «Ci attendiamo che faccia qualcosa nelle sedi opportune - dichiarano Cosimo Franciosa e Rosanna Faggiano - e nel più breve tempo possibile. Che se la vadano a prendere altrove la sabbia. Brindisi già è in degrado, non abbiamo più una spiaggia libera e non si fa niente per valorizzare il territorio. E poi, prima il porto a Bari, ora la sabbia a Lecce: di questo passo, in futuro i brindisini saranno costretti... ad andare all'estero». Ad alimentare ancor più il senso di rabbia ed impotenza è la circostanza secondo cui quello in esame è solo uno dei tanti aspetti negativi che investono la nostra città: «Con tutte le disgrazie che abbiamo - sbotta Mino Punzi - ci mancava anche che ci vengono a fregare la sabbia dalle nostre spiagge. La verità, purtroppo, è che qui da noi non ci sono politici influenti in grado di opporsi a queste ingiuste decisioni. D'altro canto, però, la Provincia, dopo il gran clamore suscitato dalla questione del rigassificatore, non credo che sia disposta ad accettare questa scelta della Regione, anche se, visti i precedenti, è lecito presumere che neppure tale questione verrà risolta in modo positivo». Un ultimo aspetto viene, infine, segnalato da Antonio Scarimbolo: «Che non sia giusto - afferma - lo dico e sottolineo a gran voce e ciò soprattutto perché la sabbia che intendono scipparci appartiene all'oasi protetta e per essa, almeno in teoria, dovrebbero esistere dei vincoli da rispettare, quanto meno sotto forma di preventiva autorizzazione del Ministero dell'Ambiente. Si tratta, infatti, di sabbia bianca e pulita, del tutto particolare e non è certamente un caso che i leccesi vogliano compiere un «blitz» per portarsi a casa proprio quella». «E' opportuno allora - conclude - che la Provincia si opponga a questa decisione, soprattutto perché, in caso contrario, si verrebbe a creare un pericolosissimo precedente in materia». Pierluigi Potì
04/05/2006
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