Non ho un lavoro, mio figlio di soli due anni è invalido e ha bisogno di continu
Postato il Martedì, 20 novembre @ 17:45:40 CET di Amministratore

di PAOLA BARI
SAN PIETRO VERNOTICO – “Non ho un lavoro, mio figlio di soli due anni è invalido e ha bisogno di continue e costanti cure, non ho soldi e non so più a chi rivolgermi per ricevere un aiuto”.
Questa la triste condizione di Olita Micelli, una giovane mamma sanpietrana che dalla vita ha ricevuto solo ingiustizie e dispiaceri: qualche anno fa perse entrambi i genitori nel giro di qualche mese e ha sempre vissuto in condizioni precarie dal punto di vista lavorativo stentando ad arrivare a fine mese o a racimolare i soldi per sfamarsi.
Il colpo di grazia un figlio nato con un solo rene mal funzionante che dal 13 dicembre 2005, giorno della sua nascita, ha conosciuto solo ospedali e interventi chirurgici “Già dalle prime ore dalla nascita mio figlio ha iniziato ad avere complicazioni, poi è stato ricoverato per 45 giorni in terapia intensiva all’ospedale Perrino di Brindisi, poi è stato trasferito a Genova presso l’ospedale Giannina Gaslini, sotto le cure del prof. Vincenzo Jasonni e oggi, dopo due anni di pellegrinaggi verso gli ospedali, sembra stia un po’ meglio anche se almeno una volta al mese dovrei portarlo a Genova per un controllo periodico – racconta Olita Micelli in preda alla disperazione dopo che ha tentato il tutto e per tutto per dare a suo figlio una vita migliore – il problema è che non ho più i soldi per continuare le cure e non so come fare”.
Problemi respiratori, problemi metabolici, problemi ematologici e problemi cardiologici queste le patologie riscontrate al piccolo G.I. a 12 ore dalla nascita e queste le patologie contro cui combatte mamma Olita Micelli dal 13 dicembre 2005.
Due interventi chirurgici molto delicati hanno permesso al piccolo G.I. di affacciarsi alla vita esattamente come i suoi coetanei, gli hanno permesso di condurre un’esistenza semi normale “Oggi la situazione è un po’ migliorata ma comunque non posso permettermi le cure di cui necessita mio figlio. Il prossimo mese dovrei andare nuovamente a Genova per il controllo periodico ma ho dovuto rifiutare l’appuntamento nonostante il prof. Jasonni abbia insistito data la gravità della situazione in cui versa mio figlio. Quando gli ho spiegato che il problema sono i soldi si è meravigliato e mi ha chiesto come mai il Comune non interviene a risolvere queste situazioni ma il Comune di San Pietro Vernotico non si interessa minimamente del mio problema”.
Olita Micelli vive in affitto in una palazzina in via Pier Giovanni Rizzo e per assistere suo figlio non può svolgere attività lavorativa perché al momento il piccolo G.I. non può stare a contatto con i bambini della sua età per non rischiare di contrarre infezioni che, seppur di piccola entità, potrebbero mettere a rischio la sua piccola vita “Mio figlio non deve raffreddarsi e fino al prossimo anno non posso iscriverlo in nessun asilo ma al tempo stesso dovrei lavorare perché non ho i soldi nemmeno per mangiare e per pagare l’affitto, e non mi va di umiliarmi e chiedere l’elemosina ma nessuno mi aiuta e se non fosse per l’associazione delle Vincenziane che mi passa alimenti e prodotti sanitari non saprei proprio come fare. Se non fosse per mia nonna, che ci ospita ogni giorno a pranzo, non avrei da mangiare” racconta tra le lacrime.
La giovane madre avrebbe più volte cercato un aiuto all’amministrazione, all’assessorato ai Servizi Sociali e anche a Gianpietro Rollo, sindaco di San Pietro “Mi sono recata più volte dal sindaco mostrandogli tutte le cartelle cliniche di mio figlio e spiegandogli che non ho i soldi né per curarlo né per mangiare. Mi ha sempre risposto che, se compilo i relativi moduli, mi daranno un contributo ogni tanto: lui si siede a tavola ogni giorno però e io dovrei mangiare ogni tanto?”.
Diritti negati e diritti non riconosciuti in un Comune che vanta costanti aiuti verso le situazioni più disagiate del paese e che agli occhi disperati della giovane madre sperpera soldi inutilmente “Fra qualche giorno sarà inaugurata la nuova sede dei vigili urbani e so che ci sarà un rinfresco e un intrattenimento musicale, verrà speso denaro inutilmente e poi per me non ci sono soldi”.
Rabbia e disperazione si leggono negli occhi di Olita Micelli che, oltretutto, non riesce a spiegarsi come mai a suo figlio, con tutte le patologie riscontrate, non sia stata riconosciuta l’invalidità al cento per cento “Sul modulo che mi hanno rilasciato al dispensario c’è solo scritto “Idoneità di presenza” come se, con tutti i problemi che ha, può frequentare gli asili. Quando poi ho prospettato il problema all’area Servizi Sociali chiedendo un sussidio per poterlo sfamare mi è stato risposto che loro si rimettono alle decisioni del dispensario e che non possono fare nulla per me. Fosse per me cambierei residenza e mi trasferirei a Cellino dove sono stata due anni fa”.
Due anni fa, infatti, Olita Micelli conviveva a Cellino San Marco col padre di suo figlio e non appena sono sopraggiunti i problemi, l’ex compagno si sarebbe recato dal sindaco di Cellino per chiedere aiuto “Il sindaco è stato subito disponibile e ci ha dato 500 euro in contanti per affrontare le spese del viaggio esortandoci a stare tranquilli e a non pensare ai soldi ma alla salute di nostro figlio. A San Pietro Vernotico queste cose non esistono e l’amministrazione non muove un dito per risolvere la mia situazione”.
(Fonte SENZACOLONNE)
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