Il TFR NON SI TOCCA!
Postato il Venerdì, 20 ottobre @ 17:44:28 CEST di Amministratore

mimmoverde Scrivere "19 Ottobre 2006
Un futuro da mendicanti
TFR significa Trattamento di Fine Rapporto. Sono i soldi che mettiamo da parte per la nostra vecchiaia. O in caso di perdita del lavoro. Un investimento per il futuro, per le emergenze. Un salvagente sempre più pesante, importante, ogni anno che passa.
Una cosa va chiarita: sono soldi nostri. Il datore di lavoro li tiene in banca per noi. Non appartengono allo Stato, non all’azienda, non alle banche. Se ci rompiamo le balle e ci licenziamo finiscono dritti dritti sul nostro conto corrente. Se vogliamo comprare casa possiamo chiederne una parte. Se ci vengono gli incubi di notte per l’Italia che si inabissa (con noi sopra) il TFR è un piccolo sollievo. Una brezza gentile che ci fa riprendere sonno.
L’Inps è ormai una vecchia baldracca che nessuno paga più. I soldi che le abbiamo dato, quando era più attraente di adesso (sempre un cesso, ma almeno più giovane) non li ha più. La dava, li dava, a tutti. Le pensioni si devono però pagare. Se non si pagassero in Italia ci sarebbe la Rivoluzione. Altro che Argentina. Cadrebbero, metaforicamente o meno, molte teste nei cesti. La valutazione del Governo di trasferire con destrezza il 50% del TFR all’Inps è un chiaro segnale al Paese: “Nessuno, se paga le tasse, è intoccabile”. Accompagnato da un’altro: “L’Inps è fallita”. E ancora da un altro: “Ciò che è dei cittadini è proprietà dello Stato”.
Tutti sanno che le aziende usano in parte il piccolo, o grande, capitale dei TFR dei dipendenti per finanziarsi. Non ci nascondiamo dietro a un dito: le banche finanziano Tronchetti o Benetton, ma non la media e piccola impresa. E a questa sarà sottratto il TFR. All’unica parte del Paese che produce ancora qualcosa. Ma non è meglio dichiarare bancarotta? Sarebbe più onesto. Un punto fermo e si riparte, invece di sprofondare in una palude quotidiana fatta di Cimoli che resiste (ma cosa resiste a fare?), di Tronchetti che si rafforza e di Benetton che vuole aumentare i pedaggi. Perchè questa, e non altro, è oggi l’economia dell’Italia.
DA WWW.BEPPEGRILLO.IT
"La cosa triste e che ci stiamo lasciando passare tutto sopra la testa.
I sindacati, vicini alle sinistre, non hanno fatto nulla per salvare il nostro TFR, si sono accordate con il governo per bastonare comunque le medie imprese e facilitare allo stato il compito di prelevare i NOSTRI soldi..."
SE il TFR prima era un'ancora per molte famiglie,ora è la rapina del secolo.Se non vogliono darcelo più ci diano i soldi in busta e decideremo noi il nostro futuro,sempre che decada l'idea che noi italiani siamo incapaci di gestirci.
il TFR non dovrebbe esistere.
sono soldi del lavoratore ed egli avrebbe tutto il diritto di spenderseli come gli pare.
il datore di lavoro dovrebbe liquidarlo mensilmente.
mi risulta che siamo se non l'unico, uno dei pochissimi paesi che ce l'ha.
il lavoratore probabilmente spenderebbe o investirebbe meglio i suoi soldi, sia dello stato che del datore di lavoro.
il problema reale e' che la torta e' troppo grossa per metterla in mano allo stupido lavoratore.
COS'E' IL TFR
Come si calcola
Il trattamento di fine rapporto si calcola sommando per ciascun anno di lavoro una quota pari all'importo della retribuzione annua divisa per 13,5 (la retribuzione utile per il calcolo del Tfr comprende tutte le voci retributive corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro, salvo diversa previsione dei contratti collettivi). Tenendo conto che di questa quota una parte, lo 0,5%, va all'Inps come contributo per le prestazioni pensionistiche, la quota accantonata annualmente in termini percentuali è pari al 6,91% della retribuzione utile.
Gli importi accantonati sono indicizzati, al 31 dicembre di ogni anno, con l'applicazione di un tasso costituito dall'1,5% in misura fissa e dal 75% dell'aumento dell'indice dei prezzi al consumo (Istat).
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