Festa di San Pietro e Paolo, cresce l'attesa
Postato il Martedì, 27 giugno @ 22:05:51 CEST di Amministratore

La festa patronale ritorna come sempre attesa e pullulante di preparativi. Ad essere festeggiato il prossimo 29 è San Pietro, protettore del paese assieme a San Paolo, santi da sempre venerati da parte dei fedeli, la cui festività, nel suo aspetto più profano oltre che religioso, si colloca tra gli appuntamenti più caratteristici del territorio. La festa di San Pietro e Paolo è una superba tradizione che ha dato sempre lustro alla cittadina.
È una grande sagra, la più ricca, la più lunga, la più sentita per la quale giungono persino dalla Svizzera, dalla Francia i concittadini emigrati. Negli anni tale ricorrenza si è sempre configurata come un emblema, espressione della sua potenza, un segno di distinzione, divenendo un termine di paragone. Come tutte le feste è la grande occasione per realizzare tutto ciò che una tale manifestazione popolare ha in sé. La festa di San Pietro e Paolo è la solennità più alta e nobile della città. Tutta la popolazione la avverte profondamente e la vive intensamente. È la festa del popolo devoto agli eletti patroni San Pietro e San Paolo. Quella che si celebra con un preciso cerimoniale da sempre, è la festa grande per eccellenza della città. Un punto di riferimento fondamentale per i residenti ma, come detto, anche per i sampietrani che vivono fuori dei confini comunali. Ieri come oggi, sempre numerosi anche se per ragioni e presupposti diversi. E così come ieri, ancora oggi la gran parte dei sampietrani che risiedono in altre regioni d'Italia od anche all'estero, a fine giungo tornano in città. Il richiamo è irresistibile. Tornano a casa gli emigranti. Rientrano sia pur per pochi giorni, innanzi tutto per rendere il loro deferente omaggio ai santi patroni. Una sorta di pellegrinaggio il loro, ai piedi di San Pietro, per riaffermare l'atto di fede. Tornano anche per partecipare, in compagnia dei familiari e degli amici, ai festeggiamenti, alle varie manifestazioni che il Comitato e la Pro-Loco, annualmente mobilitati, allestiscono con grande dedizione e abnegazione. In ogni caso, la Festa di San Pietro è l'occasione per una rimpatriata in tutti i sensi. Il sacro e il profano, eterna metafora della vita, si incontrano, si mescolano, si esaltano. Tutto è improntato ad un modello che la consuetudine, la tradizione, ha consolidato, statuito. La Festa scandisce i suoi tempi, le sue fasi. Lungo il corso principale, addobbato con festosi archi luminosi colorati si erigono le merlettate casse armoniche per ospitare le bande musicali in Piazza del Popolo. E ancora: le bancarelle per le strade, le giostre, le batterie pirotecniche, i giochi. E poi i profumi di torrone, di mandorle, di zucchero filato. Le chiacchierate da consumarsi seduti magari al tavolino del bar con parenti e amici, a parlare del più e del meno. Anche la processione pare uscire dalla memoria più riposta, ma sempre viva, palpitante. Il popolo tutto di San Pietro si stringe fisicamente al santo protettore, che solenne attraversa le strade fin nelle più estreme periferie. Il santo viene accompagnato da un corteo con ceri accesi, guidato dal parroco e dal clero, in quella che si configura come una «visita» rassicurante e benedicente di San Pietro ai suoi figli senza dimenticare i degenti in ospedale. Un vero e proprio peregrinare di San Pietro per le vie cittadine, tra balconi guarniti con coperte ricamate e lanci di profumati petali di fiori, ali di folla riverenti senza soluzione di continuità. Un evento di elevata spiritualità. E allora l'appuntamento con la Festa patronale diventa la cartina al tornasole per verificare come e quanto è cambiato il modo di essere dei sampietrani, della città.
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